M 103 – Ammasso aperto in Cassiopea

M 103 è un ammasso aperto situato nella costellazone di Cassiopea. E’ noto anche come ammasso freccia vista la sua forma triangolare. E’ conosciuto anche come NGC 581.

Osservazione

Fu scoperto da Mechain nel 1781 ma solo successivamente fu introdotto nel catalogo di Charles Messier. M 103 è collocato nella costellazione di Cassiopea a circa 1.5 ° NE di delta Cassiopea. E’ molto facile da osservare e rintracciare. Con piccoli strumenti è possibile osservare le componenti principali. Ma solo con strumenti da 150 mm in su è possibile osservare le stelle più piccole della struttura essendo presenti anche componenti di magnitudine >18.  Trattandosi di un oggetto circumpolare è osservabile in ogni momento dell’anno, ma il periodo migliore è comunque da Agosto a Gennaio.

Caratteristiche

Sicuramente è uno degli ammassi aperti più distanti del Braccio di Perseo della nostra Galassia, la Via Lattea. Possiamo immaginarlo, collocato appunto, in un angolo remoto delle spirali della nostra Galassia. Dista infatti 9400 anni luce e vista la sua estensione angolare di poco più di 6′ di arco, possiamo concludere che si estende per 15 anni luce. L’età dell’ammasso (o meglio delle sue componenti) oscilla tra i 9 milioni e i 25 milioni di anni. La sua magnitudine è circa 7.4  quindi non è osservabile ad occhio nudo.

Troviamo M 103

M 103 è facilmente rintracciabile seguendo la scia della via Lattea o spostandosi a circa 1.5° a NE di Delta Cassiopea.

Ecco la posizione definita con HNSKY

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M15 – ammasso globulare in Pegaso

M15 è un ammasso globulare molto vistoso presente nella costellazione del cavallo alato, Pegaso.

Fu scoperto nel 1746 e ricatalogato da Messier alla posizione 15. Domina i cieli tardo estivi-autunnali ed è facilmente osservabile con piccoli telescopi senza però risolverlo in stelle. Con telescopi da 150-200 mm di diametro si possono oservare centinaia di componenti, essenzislmente periferici.  Come per M5, anche M15 è uno degli ammassi globulari più vecchi della nostra galassia, la Via Lattea. Con strumenti di diametri maggiori e foto a lunga esposizione si osserva una piccolissima nebulosa planetaria, Pease 1.

Caratteristiche

E’ uno degli ammassi a più alta densità di stelle. E’ noto infatti anche per un fenomeno di collasso al quale è soggetto il core dell’ammasso stesso. L’attrattore di tale collasso potrebbe essere un enorme buco nero centrale da poco scoperto. Dista 33.600 anni luce dalla terra ed ha circa 10 miliardi di anni (da cui discende che è uno dei più vecchi).

La misura della distanza è stata resa possibile grazie all’elevato numero di varibaili tipo RR Lyrae.

All’interno di M15 è anche presente una nebulosa planetaria “molto piccola” chiamata Pease 1. Pease 1 è stata la prima nebulosa planetaria ad essere scoperta all’interno di ammasso globulare. Infatti, sono state catalogate solo altre tre nebulose planetarie negli ammasi globulari sino ad oggi studiati.

All’interno di M15 è presente anche una stella di neutroni nota come M15C.

E’ costituito da stelle la cui magnitudine massima è 12.5 e pertanto è poco appariscente. Malgrado ciò ha una magnitudine integrata di 6.2 ed una estensione di 18′. E’ possibile, sotto cieli molto bui, osservarlo come una stellina sfocata.

Troviamo M15

Poco distante da Enif, stella Epsilon della costellazione di Pegaso, dista circa 4° a NE di questa.

Ecco il posizionamento secondo HNSKY:

Imaging del DSO

Le immagini di M15 di seguito riportate sono state ottenute in due serate differenti con ED80Pro e C11XLT, utilizzando una Reflex ESO 300D. Si nota infatti rumore di fondo “esasperato” tipico di questa reflex dei tempi andati.

Entrambe le immagini sono il frutto di 1.5 ore di esposizione totale con subframes da 90 secondi.

Ecco il risultato, che vediamo qui come un collage di un grande campo, realizzato con ED80, ed un ingrandimento ottenuto con il C11XLT.

M15 - ammasso globulare in Pegaso
M15 – ammasso globulare in Pegaso

Buon cielo a tutti

 

 

 

M5 – ammasso globulare nel Serpente

Oggi parliamo di M5 – ammasso globulare della costellazione del Serpente.

Fu uno dei primi ammassi globulari che ebbi il piacere di osservare sotto un cielo limpido di montagna e che mio fratello riuscì a scorgere ad occhio nudo come una debole stellina (un falco).

E’ semplice da trovare e l’elevato numero di stelle di magnitudine prossima a 12-12.2 fa si che sia anche abbastanza brillante e poco elusivo anche osservato con piccoli strumenti.

Rintracciabile con semplicità nei cieli primaverili ed estivi, costituisce un facile bersaglio per gli astrofotografi amatoriali.

Scoperta e Caratteristiche

Fu scoperto nel 1702 da Kirck, ma solo dopo, Charles Messier ne diede una descrizione dettagliata contando approssimativamente 200 componenti.

L’ammasso è uno tra i più vecchi globulari dellan nostra galassia, la via lattea, e dista 24.500 anni luce. Studi recenti hanno misurato il numero di componenti in 500.000 unità. Quasi 2000 volte in più rispetto a quanto osservato la prima volta da Messier.

Contiene moltissime stelle variabili tipo RR Lyrae (ad oggi circa 100) e la magnitudine tipica delle componenti oscilla tra 10.5 e 12.5.

Al suo interno, recentemente è stata osservata una nana nova.

Infine, ha una magnitudine apparente di 6.3 (e quindi percepibile come una stellina sotto cieli bui) e si estende per 23′.

Troviamo M5

Per rintracciare M5 occorre puntare sulla stella Unukalhai (α Serpentis), quindi spostarsi di 8° a ovest e 2°20′ verso sud; può essere ripreso nello stesso campo con un oculare a bassi ingrandimenti.

Ecco la posizione ricavata da HNSKY:

Imaging del DSO:

Utilizzando un ED80Pro e una vecchia Canon 300D, con subframes da 90 secondi ho eseguito 1.5 h di esposizione raccogliendo anche dark, flat e bias. Il notevole rumore di fondo indotto dal riscaldamento della Reflex, l’inquinamento luminoso, etc hanno reso il risultato leggermente disturbato.

L’elaborazione è stata fatta con Deep Sky Stacker e Photoshop 6. Per evitare di bruciare il nucleo dell’ammasso o tenuto bassi i livelli.

M5 - ammasso globulare nel Serpente
M5 – ammasso globulare nel Serpente

 

Buon cielo a tutti

Il Doppio Ammasso di Perseo

Il doppio ammasso di Perseo è costituto da una coppia di ammassi indipendenti e molto vicini prospetticamente.

Si chiamano anche NGC 869 e NGC 884 e sono classificati come ammassi aperti. Sono infatti esterni al piano galattico e sono nati dalla stessa nube gigante di gas, ma comunque interni alla nostra Galassia.

Come tipico per gli ammassi aperti le stelle di NGC 869 e 884 sono abbastanza giovani e pertanto fanno del Doppio ammasso di Perseo uno degli oggetti più vistosi del cielo.

Sono anche noti come h e x Persei e costituiscono l’oggetto Deep Sky del Perseo più fotografato a livello amatoriale.

Fanno parte del Braccio di Perseo, un ramo di spirale più esterno della Via Lattea e immediatamente successivo al Braccio di Orione (dove risiede il nostro sistema solare).

Osservazione

Si percepiscono ad occhio nudo come una macchia allungata, ma già con piccoli strumenti si percepisce la forma di un otto rovesciato. Essendo circumpolari sono sempre osservabili con facilità in tutti i periodi dell’anno dalle postazioni boreali più settentrionali.

Con un telescopio da 200 mm si osservano centinaia di componenti tra i quali anche una ventina di giganti rosse.

Sotto cieli bui, la prossimità con la Via Lattea, fa si che il campo visivo sia ricchissimo in stelle, ed infatti anche dalla città si ottengono sempre vedute fantastiche. Spesso si ricorre alla visione di questi oggetti proprio per fuggire dalle elusive immagini di nebulose e galassie che sotto i cieli cittadini non “brillano” particolarmente, anche con aperture generose.

Troviamo h e x Per, il Doppio Ammasso di Perseo con un qualunque atlante. Con HNSKY ecco la rappresentazione:

Imaging del DSO:

Utilizzando il prode ED80Pro su montatura SW EQ6Pro ed una vecchissima Reflex 300D Canon ho ripreso il soggetto in pieno inverno. Tre ore di ripresa da cielo cittadino a 4°C con subframes da 3 minuti.

La 300D Reflex storica di casa Canon ha fatto un buon lavoro, ma sebbene siano stati fatti dark e i flat, poco si è potuto fare per abbattere il rumore elettronico e i vari gradienti generati dal cielo, dal’ottica e dalla elettroluminscenza della batteria.

Ecco il Doppio Ammasso del Perseo in tutto il suo splendore:

Il Doppio Ammasso di Perseo
Il Doppio Ammasso di Perseo

 

Buon cielo a tutti

 

 

La Galassia Sombrero, M 104

Galassia Sombrero

La Galassia Sombrero, M104, anche nota come NGC 4594, PGC 42407, UGCA 293, è un oggetto molto famoso dei cieli primaverili dell’emisfero boreale. Situata nella costellazione della Vergine è molto fotogenica per la presenza di un disco di polveri oscure molto marcato.

Sebbene non sia molto estesa in dimensioni (5’*2′) è sufficiente un 80 mm per vederla come una macchiolina estesa in est-ovest e percepire la banda oscura centrale (solo sotto cieli bui, in città è solo una piccola nuvoletta).  Con strumenti di diametri maggiori ed a partire da 10″ è possibile scorgere senza alcuna difficoltà la banda di polveri,  la distribuzione asimmetrica delle stelle ed altro ancora.

L’oggetto fu osservato da Messier e registrato nell’omonimo catalogo come una nebulosa. Solo nel 1912 si riusci ad identificare, attraverso misure di red-shift, la natura galattica.

Anche se presente prospetticamente nella costellazione della Vergine, non può considerarsi un membro del super-ammasso della Vergine.

Dettagli

Ha una magnitudine integrata sull’intera superifice di 8 ed una magnitudine apparente di 8.98, estendendosi per circa 50.000 a.l. secondo le stime di Hubble ST.

Secondo i report dei grandi telescopi conta circa 2000 oggetti tra ammassi e nebulose ed è quindi molto più ricca della Via Lattea. Inoltre ha un enorme alone galattico.  Il nucleo della galassia è sede di un buco nero ed allo stesso tempo di formazione stellare. Esistono varie teorie su cosa provochi una bassa ionizzazione del gas presente nel nucleo e quindi cosa determini, nelle misure di spettroscopia di emissione, la presenza di linee a bassa ionizzazione osservate.

L’anello di polveri, la parte più appariscente della Galassia Sombrero, secondo alcuni studi è la sede di formazione stellare anzidetta ed è ricca di idrogeno.

Altra caratteristica molto interessante è l’elevata densità di ammassi globulari. E’ stato dimostrato, proprio grazie allo studio di questa Galassia che il numero di ammassi è correlato alla presenza di un grande Bulge centrale e la densità superficiale di tali ammassi è funzione del profilo luminoso del bulge.

Dove si trova M 104?

Per l’individuazione senza i sistemi GoTo, bisogna ricordarsi che è collocata prospetticamente in un’area povera di stelle e quindi bisogna cercare con un binocolo o con un oculare a bassi ingrandimenti Spica e spostarsi 9 gradi a Ovest, oppure cercare delta Corvii e spostarsi di circa 4° a NNE. Con l’atlante virtuale HNSKY, ecco la sua collocazione:

Imaging del DSO

Per un oggetto galattico, è come sempre necessaria fotografia a lunga esposizione.

In tal caso ho usato ED 80 Pro SW +Atik 314L+Mono e Filtro al Neodimio tutto su montatura SW EQ6Pro. Siccome la ripresa è stata fatta dal cielo cittadino, il fondo cielo è molto rumoroso e bucherellato. Viste le condizioni meteo sono poi riuscito ad acquisire solo un’ora di “fotoni” con subframes da 3 minuti cadauno. E’ un oggetto molto affascinante sul quale sicuramente ci ritornerò con almeno 5-6 ore di esposizione.

Ecco la mia immagine quindi:

La Galassia Sombrero M104
La Galassia Sombrero M104

Cosa ben diversa è il fantastico risultato dell’HST. Vi cito il link per avere una migliore visione della bellezza della Sombrero Galaxy:

https://www.spacetelescope.org/images/opo0328a/

Cieli sereni a tutti