Urano – settimo pianeta del sistema solare

Tra tutte le divinità della mitologia greca e romana ciò che meglio personifica il Cielo è Urano – settimo pianeta del sistema solare.

Personificazione del Cielo.

Urano e Gea sono figli di Notte o Nyx, figlia di Caos e Caligine, personificazione della notte terrestre. Urano, gettando gocce di pioggia su Gea la fecondò generando la prima stirpe di divinità mostruose (elementi dalla forza impressionante). Poi concepirono i Ciclopi e quindi poi i Titani. Ben sappiamo la sorte che ebbero i Ciclopi quando, il povero padre Urano, vide spodestarsi del suo potere da parte degli energumeni figli. Furono infatti lanciati nel Tartaro. Non ebbe tuttavia felice sorte nei confronti di un Titano (Crono) che lo evirò nel momento di un nuovo accoppiamento con Gea. Dalle gocce di sangue fuoriscite da tale azione, la terra Gea fu nuovamente fecondata dando vita agli Erinni, ai Giganti ed alle Ninfe Melie. I Titani, così, liberi dal padre, recuperarono i Ciclopi dal Tartaro e Crono (il Tempo) prese il potere. Figli di genitali e figli di sangue.

(Nota: Crono anche noto come Saturno – padre di Zeus/Giove).

Urano – settimo pianeta del sistema solare

Alla fine del ‘600, Urano fu classificato erroneamente stella e fu infatti identificato come 34-Tauri.

Nel 1781, Sir William Herschel, lo classificò come cometa e poi successivamente pianeta.

Urano è di fatto il primo pianeta ad essere stato scoperto mediante un telescopio. Ciò aprì letteralmente la strada verso lo studio per la ricerca di altri pianeti in quanto, fino ad allora, ancora nessuno aveva preventivato l’esistenza di altri pianeti. La scelta del nome pure fu travagliata, ma nel rispetto della genealogia e quindi nell’ordine logico delle cose, Urano fu scelto come nome, essendo più lontano di Saturno (Crono), in quanto padre di quest’ultimo. E’ il settimo pianeta del sistema solare ed è anche il pianeta con l’atmosfera più fredda. Data la composizione, la massa, le dimensioni viene annoverato anche esso  “gigante del sistema solare”. E’ il terzo per diametro e quarto per massa. Urano ha avuto le attenzioni della Sonda Voyager nel 1986 e successivamente del HST. Grazie alla Voyager, alle innumerevoli immagini di HST e alle continue riprese da Terra si è riusciti a conoscere in dettaglio le peculiarità di questo strano pianeta. Lo studio del settimo ianeta del sistema solare non è mai stato ritenuto infatti prioritario da parte delle agenzie spaziali che piutttosto si sono concentrate sui sistemi di Giove e Saturno.

Clicca qui per immagini di Urano riprese da HST: https://www.nasa.gov/image-feature/goddard/2017/hubble-spots-auroras-on-uranus

Particolarità su Urano

Urano è 14.5 volte la Terra ed anche il pianeta meno denso subito dopo Saturno. Dista da Noi circa 18 Unità astronomiche ed ha una durata dell’anno (periodo orbitale) pari a 84 anni terrestri. A differenza di tutti i pianeti che hanno l’asse di rotazione quasi perpendicolare all’orbita, Urano ruota pressappoco sul suo equatore, esponendo al Sole uno dei poli. Ciò rende estreme le stagioni su questo pianeta anomalo. Dotato di rotazione retrograda, Urano precede nel verso opposto rispetto a tutti gli altri pianeti, fatta eccezione di Venere.

Atmosfera di Urano

La composizione dell’atmosfera di Urano consta in Idrogeno ed Elio in larga misura, ma non mancano cospicue concentrazioni di Ammoniaca, Metano, Acqua e tracce di Idrocarburi. La temperatura minima raggiungibile su tale corpo celeste è 50 K. La struttura di questa atmosfera è a strati. Si ritiene che gli strati più esterni siano fatti da Ammoniaca e Metano mentre, per questioni di densità, gli strati sottostanti invece da Acqua-Ghiaccio. Scendendo fin giù al core si prevede un bulk di rocce.

Urano ha gli anelli

Da padre in figlio!

Come Saturno ha gli anelli anche il padre Urano ha un sistema di anelli. Gli anelli di Urano furono scoperti nel 1977. Grazie ad un gruppo di studiosi, fu realizzata una missione aerea con un C141, in volo, corredato da un telescopio di 90 cm ed un fotometro elettronico che rivelò anomalie nella luminosità di una stella che in quel momento era in fase di occultazione. La stella fu occultata ben cinque volte durante il transito lontano dal disco del pianeta. Gli anelli esistevano ed erano almeno cinque. Successivamente, con altri rilevamenti terrestri e grazie a Voyager e poi a HST, si è giunti a tredici. Gli anelli scoperti con HST sono stati definiti sistema di anelli esterno. Gli anelli non sono accessibili a strumenti amatoriali.

Anelli di Urano Armando Vaccaro
Anelli di Urano

I satelliti di Urano

Urano ha 27 satelliti. I più importanti e osservabili, seppure con difficoltà con strumentazioni amatoriali di alto livello sono: Ariel, Miranda, Oberon, Umbriel e Titania. Miranda è il più piccolo ed il meno luminoso. Fu scoperto dopo quasi due secoli dalla scoperta di Titania ed Oberon. Kuiper, nel 1948, identificò Miranda. Per dare un’idea delle dimensioni molto ridotte dei satelliti di Urano diciamo solo che Titania è circa 1500 km di diametro (la metà della nostra Luna). Come per gli altri giganti gassosi, in tal caso non in visuale ma con CCD, è possibile seguire il movimento di rotazione dei 5 satelliti maggiori.

Urano al telescopio

Con una magnitudine che oscilla da +5.5 a +6.0 è un pianeta al limite della visibilità ad occhio nudo. Dicasi altrettanto per la visibilità al telescopio. La dimensione del disco si estende per 3.4″-3.7″. Anche per distinguerlo nella sua identità planetaria occorrono elevati ingrandimenti e diametri generosi. A circa 100 ingrandimenti si inizia a perdere la natura stellare dell’oggetto presentandosi una debole sferetta. Dai 400 X in poi si intravedono variazioni di colorazione della superfice. Anche con telescopi con diametri superiori ai 16″ è veramente difficile osservare in visuale dettagli planetari.

Imaging di Urano

Solo attraverso l’imaging con telescopi e camere CCD è possibile riprendere qualche dettaglio. Attraverso l’uso di filtri nell’infrarosso si riescono ad estrarre piccole informazioni da un qualcosa che altrimente sarebbe una sfera monocromatica.

Ecco alcuni esempi di riprese effettuate da me e da un amico astrofilo, Luigi Morrone, di Agerola, che ringrazio per avermi concesso l’uso della sua immagine per scopo prettamente divulgativo. Telescopi identici e sistema di ripresa poco diverso determinano un buon risultato. Entrambe abbiamo lavorato con un C11 XLT, camere ASI ZWO e filtri R e IR. La tecnica di acquisizione prevede una lunga sessione di ripresa che in media oscilla tra i 2o e 40 minuti. I migliaia di frames raccolti sono elaborati con Autostakkert, Iris e Photoshop. Spesso associamo ad un Urano un “false color” per renderlo quanto più simile alla realtà.

Ecco l’immagine di Luigi:

Urano settimo pianeta del sistema solare Luigi Morrone 01-11-2017
Urano 01-11-2017 by Luigi Morrone

Ed ecco una mia ripresa:

Urano 19-11-2017 Armando Vaccaro settimo pianeta del sistema solare
Urano 19-11-2017 by Armando Vaccaro

Per altre immagini mie e di Luigi è possibile riferirsi al:

http://forum.astroimaging.it/ nella sezione Astrofotografia, nonchè nella sezione PhotoCoelum di Coelum (http://www.coelum.com/photo-coelum).

Risultati miei, di anni scorsi, sono riportati in : https://www.scienzechepassione.com/urano/

A presto con qualche altro soggetto difficile.

Buon cielo a tutti!

 

Domi lunari – I vulcani della Luna

Vi siete mai chiesti se la Luna ha dei vulcani? Dove sono, che forma hanno? Purtroppo, la superficie tempestata dai corpi meteorici e quindi ricca in crateri, nasconde, agli occhi poco attenti, delle formazioni molto interessanti, definite domi lunari – i vulcani della Luna.

Potrebbe tornare utile ed interessante fare un confronto poi con i crateri lunari, discussi in un altro nostro articolo, qui.

Come sono fatti e come cercare i domi lunari

I domi lunari sono delle affascinanti strutture presenti sulla superficie della nostra Luna. Insieme ai mari, ai crateri meteorici, alle catene montuose e alle rimae costituiscono un altro importante elemento di studio della superficie. Sono oggetto di studio e classificazione fin dagli albori dell’ultimo secolo. Sono dei rilievi di natura vulcanica, molti sono detti crateri a scudo, con pendenze bassissime, a forma quasi di cuscino, con la sommità bombata e caratterizzata dalla presenza appunto della bocca del vulcano stesso. Non sono strutture difficili da osservare essendo in media 5-10 km di diametro. E’ necessario però la giusta fase ed incidenza della luce solare per osservarli nella loro bellezza. Infatti, la scarsa elevazione, che a stento arriva a circa 600-700 metri ed una pendenza del cono molto morbida, fa si che il contrasto rispetto alle zone adiacenti sia non troppo elevato. Su una superficie molto butterata e caratterizzata da migliaia di “fori”, come si differenzia un domo da un cratere? Il domo ha tipicamente questo aspetto a ponfo, con una pendenza veramente lieve (slope 0°-5°). Il diametro del singolo cono a stento supera i 12-13 km, non sempre ha una bocca a “cratere” in sommità.Il cratere sommitale ha un diametro di poche centinaia di metri. Non sempre hanno tracce evidenti della loro natura vulcanica essendo il magma non proiettatto ma solidificato appena raggiunta la superficie. Sono costituiti da lava ricca di silice e silicati, tuttavia in alcuni casi risultano essere composti dello stesso materiale dei mari.

Osservazione

Si raccomanda di studiare queste formazioni in prossimita del terminatore lunare. Ciò fa si che l’alba generatasi in corrispondenza di queste strutture esalti le lievi pendenze altrimenti poco accessibili. Per quanto concerne la strumentazione consiglio vivamente di usare strumenti di almeno 100-150 mm ad alti ingrandimenti per poter appezzare al meglio le loro tenui strutture. Fotograficamente strumenti da 150-200 mm con fotocamere ad alto frame rate e filtri IR consentiranno di abbattere gli effetti nefasti del seeing.

Localizzazione

Senza addentrarsi nei dettagli della Vulcanologia lunare, possiamo dire che esistono delle aree dove vi è una maggiore concentrazione di tali strutture. Ecco una mappa realizzata usando una foto di una Luna Piena anche essa fatta da me con un ED 80 Pro e EOS 300D.

Domi lunari - I vulcani della Luna
Domi lunari – I vulcani della Luna

Immagini amatoriali di domi lunari

Seguende le istruzioni suddette e alcuni Atlas ho potuto rintracciare facilmente i seguenti domi di cui vedrete immagini in bianco e nero. Nelle seguenti immagini sono riportati i domi del gruppo 6 e 8 della lista precedentemente riportata.

Domi lunari - I vulcani della Luna
Domi lunari – I vulcani della Luna – Domi di Hortensius – la struttura più suggestiva

Ecco uno Zoom della zona di questi vulcani inattivi vicini ad Hortensius:

Domi lunari - I vulcani della Luna
Domi lunari – I vulcani della Luna – I sei domi più vicini a Hortensius

Un altro domo molto bello da osservare è collocato in prossimità del cratere Kies, Kies Pi.

Domi lunari - I vulcani della Luna
Domi lunari – I vulcani della Luna – Kies Pi è molto esteso anche se la debole pendenza delle pendici lo rende non facile in condizioni di illuminazione non idonea
Domi lunari - I vulcani della Luna
Domi lunari – I vulcani della Luna – In prossimità di Goclenius troviamo una piccola collina che su alcuni Atlas viene identificata come Domo.

Le immagini sono state realizzate con attrezzatura personale: C11 XLT su EQ6 e USBCam DMK21 AU04.AS. Tutte le immagini sono realizzate a circa 9.5 metri di focale al fine di avere una ottima risoluzione spaziale.

Col tempo cercherò di riprenderli tutti…al momento condivido questo primo bottino.

Buon cielo!!!