Nebulosa Rosetta (NGC 2237)

La nebulosa rosetta è uno degli oggetti del Deep sky più fotografato da tutti gli astrofotografi solo dopo la Nebulosa di Orione. La sua magnitudine lo rende accessibile anche a piccoli telescopi.

La parte nebulosa viene catalogata come NGC 2237, ha una forma circolare ed è di dimensioni pari a circa 1.3°.

Quasi al centro, abbiamo un ammasso aperto detto NGC 2244, formato da stelle Blu, le quali emettendo radiazioni UV eccitano il gas della nebulosa formando quindi il caratteristico colore Rossastro. Inoltre il vento stellare determina compressioni alla nube di gas che si aggrega diventando una primaria zona di formazione stellare. La regione è sede infatti di alcuni globuli di Bok.

NGC 2244 si chiama anche NGC 2239 per un errore di posizione. NGC 2246 è il settore NE della nebulosa rosetta. L’unico modo per descrivere tutto il gruppo visibile (stelle + nebulosa) è usare il riferimento del catalogo Sharpless Sh2-275.

Il vento stellare determina una struttura a petali del gas costituente la nebulosa ed è per questo che la si chiama Nebulosa Rosetta.

Astrofotografia della Nebulosa Rosetta

La nebulosa rosetta dista 1600 parsec circa, quindi è molto più lontana della Nebulosa di Orione che pertanto viene declassata in dimensioni reali rispetto alla Nebulosa Rosetta.

Quindi, dato il campo veramente esteso, è utile concentrarsi su focali ridotte. E’ sempre raccomandabile raggiungere cieli bui…cosa sempre più improbabile da trovare vista anche l’impossibilità offerta dal ns nemico COVID che ci costringe alle mura domestiche. Quindi se si deve lavorare da casa bisogna dotarsi di un filtro interferenziale come Optolong-L Pro.

Il Filtro L Pro ha un tasso di trasmissione molto alto e selettivo su H(I), H(II), O(III) ed S (II) e pertanto consente di far esaltare con più semplicità i complessi nebulari altrimenti fagocitato dall’inquinamento Luminoso.

Di seguito Nebulosa Rosetta ripresa il 16-01-2020 dalle 18.30 alle 21.30 TU. Totale 2.5 ore di esposizione con subs da 3 minuti. Per la calibrazione ho usato 17 dark, 21 flat e 31 bias. I dark li ho realizzati sul muro di casa illuminato con una lampada a led.

Nebulosa Rosetta – gli effetti dell’IL sono molto visibili seppure sia stato usato un filtro interferenziale. Integrando per più ore sarà aggiungere più segnale e maggiori dettagli. I petali della Rosa si vedono sicuramente ma vanno migliorati.

Per l’elaborazione ho usato DSS per la somma dei vari raw acquisiti. L’immagine tif risultante l’ho elaborata con Pixinsight e Photoshop.

Qui di seguito una versione con meno rumore applicando il tool multiscale median transform:

Sicuramente non sono una cima nell’usare Pixinsight. Il Multiscale aiuta ad abbattere il rumore generato di tanti stretching non lineari.

Obiettivo è integrare almeno altre 2-3 ore di segnale in modo da completare o “migliorare” questa Nebulosa Rosetta. Dal centro cittadino bisogna sapersi accontentare e dopo un mese senza stelle per la tantissima pioggia mi accontento.

Per l’altro oggetto tipicamente invernale, vi rimando al link: https://www.scienzechepassione.com/la-nebulosa-di-orione/

Elaborando vecchie immagini di Giove

Quando credi che le immagini elaborate siano già belle e quindi definitive, sbagli e l’elaborazione delle seguenti immagini di Giove lo dimostra. Riprendendo vecchi filmati di Giove dei singoli canali R, G e B, del 2016, realizzati con il C11, la ASI 120 MM e stessi filtri in uso oggi puoi davvero ottenere delle elaborazioni migliori.

E’ da considerare che tutti i discorsi seguenti valgono se abbiamo ottimi set di dati con seeing veramente buono. Ogni debolezza del sistema porta a immagini poco belle o comunque non soddisfacenti ne il proprio ego e neanche il compiacimento altrui.

Processing

Con AS3!:

Image Stabilization su Planet ad Dynamic Bkg selezionato. Quality Estimator con Noise Robust settato a 5. Reference Frame spuntato su Double Stack Reference e Autosize. Number of stack options in base alla qualità del seeing (nel mio caso seleziono 400 frames) e comunque in media un 10-15% dei frames totali. Il drizzle ed il ricampionamento non li abilito.

Per quanto concerne i punti di allineamento, una volta usavo il multipoint; ora utilizzo il singolo punto grande quanto l’intero pianeta selezionato manualmente impostando manual draw.

I file si salvano in formato tiff a 16 bit.

Registax o Pixinsight:

Il raw proveniente da AS3! salvato in tiff, viene aperto in registax, iris o pixinsight. Dei tre trovo ottimi riscontri con registax e pixinsight.

Parliamo di passaggi da applicare ad ogni singolo raw dell’RGB o LRGB.

Parliamo una volta tanto del planetary imaging con Pixinsight. Prima di tutto applico una maschera di convoluzione con deviazione standard 0.4-0.8 (in base a vari fattori, quali dimensione del pianeta, seeing, etc). Gli altri set point rimangono invariati.

Successivamente applico deconvoluzione. La deconvoluzione di pixinsight è potentissima. Attraverso la scelta di parametri della funzione di PSF tra cui Deviazione standard, Shape, algoritmo (un algoritmo di Lucy Richardson è ok per il nostro scopo), e Wavelet si ottiene il livello di dettaglio più desiderato. Lo studio della PSF e del livello di wavelet da applicare è la parte più importante del gioco. Quindi vanno fatti tentativi per capire da che parte andare. I tentativi sono tutti reversibili. Un tool potente, sotto il menù Script, è Deconvolutionpreview che ti consente di verificare più PSF contemporaneamente. Davvero bello!

La scelta delle iterazioni di deconvoluzione sono invece un tema a se stante. Va provato in base al proprio set di dati.

Dopodiché se il risultato soddisfa, applico una ulteriore Convoluzione sempre con deviazione standard molto piccola (ciò per eliminare la granulosità della deconvoluzione).

A questo punto parto con Photoshop.

Photoshop:

In Photoshop applico una prima sfocatura con raggio 0.2-0.3. Successivamente, applico una maschera di contrasto. La prima volta con % molto bassa (10-15%) e raggio ampio (tipo 15-20 px). Al secondo giro con % circa 40-50% e raggio 5 px ed infine con 100% e raggio 0.8-1.0%.

Poi regolo Livelli, Saturazione, etc Giusto poche correzoni cosmetiche per migliorare le tonalità normalemente slavate anche con le migliori camere.

Risultati della rielaborazione

Ecco due set RGB del 2016 quando il pianeta era ancora molto alto e quindi le condizioni di seeing erano maggiormente favorevoli rispetto alle quote attuali o meglio degli ultimi 2-3 anni dove il pianeta rasentava, al minimo, 26-28° dalle latitudini Italiane.

Una splendida vista di Giove con il satellite Ganimede in corso di occultazione
Una eccezionale GRS” grande macchia rossa”, Callisto in transito e un eccezionale Giove

Seeing stimato per entrambe le sessioni circa 7/10 e trasparenza buona. Giove necessità sempre di condizioni buone per poter accedere ai dettagli flebili del disco.

Ecco invece ottimi risultati del 2017 https://www.scienzechepassione.com/giove-e-ganimede

Per la tanta curiosità, è scappato anche un reprocessing su Saturno.

Una rielaborazione di un singole set RGB. L’esperienza e sacrifici ripagano