M15 – ammasso globulare in Pegaso

M15 è un ammasso globulare molto vistoso presente nella costellazione del cavallo alato, Pegaso.

Fu scoperto nel 1746 e ricatalogato da Messier alla posizione 15. Domina i cieli tardo estivi-autunnali ed è facilmente osservabile con piccoli telescopi senza però risolverlo in stelle. Con telescopi da 150-200 mm di diametro si possono oservare centinaia di componenti, essenzislmente periferici.  Come per M5, anche M15 è uno degli ammassi globulari più vecchi della nostra galassia, la Via Lattea. Con strumenti di diametri maggiori e foto a lunga esposizione si osserva una piccolissima nebulosa planetaria, Pease 1.

Caratteristiche

E’ uno degli ammassi a più alta densità di stelle. E’ noto infatti anche per un fenomeno di collasso al quale è soggetto il core dell’ammasso stesso. L’attrattore di tale collasso potrebbe essere un enorme buco nero centrale da poco scoperto. Dista 33.600 anni luce dalla terra ed ha circa 10 miliardi di anni (da cui discende che è uno dei più vecchi).

La misura della distanza è stata resa possibile grazie all’elevato numero di varibaili tipo RR Lyrae.

All’interno di M15 è anche presente una nebulosa planetaria “molto piccola” chiamata Pease 1. Pease 1 è stata la prima nebulosa planetaria ad essere scoperta all’interno di ammasso globulare. Infatti, sono state catalogate solo altre tre nebulose planetarie negli ammasi globulari sino ad oggi studiati.

All’interno di M15 è presente anche una stella di neutroni nota come M15C.

E’ costituito da stelle la cui magnitudine massima è 12.5 e pertanto è poco appariscente. Malgrado ciò ha una magnitudine integrata di 6.2 ed una estensione di 18′. E’ possibile, sotto cieli molto bui, osservarlo come una stellina sfocata.

Troviamo M15

Poco distante da Enif, stella Epsilon della costellazione di Pegaso, dista circa 4° a NE di questa.

Ecco il posizionamento secondo HNSKY:

Imaging del DSO

Le immagini di M15 di seguito riportate sono state ottenute in due serate differenti con ED80Pro e C11XLT, utilizzando una Reflex ESO 300D. Si nota infatti rumore di fondo “esasperato” tipico di questa reflex dei tempi andati.

Entrambe le immagini sono il frutto di 1.5 ore di esposizione totale con subframes da 90 secondi.

Ecco il risultato, che vediamo qui come un collage di un grande campo, realizzato con ED80, ed un ingrandimento ottenuto con il C11XLT.

M15 - ammasso globulare in Pegaso
M15 – ammasso globulare in Pegaso

Buon cielo a tutti

 

 

 

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