Nuova Tempesta su Saturno

E’ in corso di formazione una nuova tempesta su Saturno. Precisamente nella banda equatoriale, poco a Nord dell’equatore, verso Nord, si vede chiaramente uno spot di alcuni secondi di arco di diametro che ruota con il pianeta.  Secondi di arco che su scala planetaria sono milioni di chilometri quadrati.

Queste tempeste sono fenomeni periodici in una atmosfera veramente calma.

Le macchie note come White Oval Spot, WOS,  si formano in un modo quasi anonimo poi si espandono pian piano in longitudine. In alcuni casi acquisendo in potenza e quindi in maestosità, altre volte diradandosi.

Quando si forma una vera e propria banda turbolenda, per analogia a quanto accade su Giove con la Grande Macchia Rossa, si parla allora di Great White Spot, GWS o great White Oval.

Nel corso degli ultimi cento anni sono stati osservati vari episodi del genere.

Genesi della Grande Macchia Bianca

Dal 1876 si studia la formazione di questi spot e in particolare della grande macchia bianca. Hall, primo scopritore in visuale della stessa, la utilizzo per calcolare il periodo di rotazione del pianeta.

Le macchie giganti sono risultate visibili nel:

  • 1876 – Osservata da Hall
  • 1903 – Osservata da Barnard
  • 1933 – Osservata da Hay, attore comico ed astrofilo
  • 1960 – Osservata da JH Botham
  • 1990 – Osservata da Stuart Wilber, dal 24 settembre sino a novembre inoltrato.
  • 1994 – Studiata da astronomi vari e HST
  • 2006 – Osservata da Erick Bondoux and Jean-Luc Dauvergne

Kidger, nel 1992, predisse la formazione di macchie nel 2016. In effetti non ve ne sono state di maestose; niente di più probabile che sia questa la volta buona.

Queste macchie hanno un periodo di 28.5 anni. Il motivo è semplice, la macchia è il frutto di una forte insolazione della superfice del pianeta. Insolazione che avviene durante il solstizio d’estate di Saturno. Ora essendo l’anno di Saturno pari a 28.5 anni terrestri, ecco svelata la motivazione del periodismo. La forte insolazione determina una instabilità climatica che innseca moti turbolenti. Non è ancora chiaro se siano possibili fenomeni del genere durante il solstizio invernale o a fine solstizio invernale, in quanto gli anelli del pianeta ne impediscono la visibilità dalla terra.

Gli spot sono suddivisi in due categorie: GWS di alte latitudini e quindi prossimi al polo o GWS di basse latitudini o alternate in latitudine.

Composizione della Tempesta su Saturno

Una delle macchie più studiate è sicuramente quella che esplose nel 2013. La Cassini, grazie ad uno spettro metro di Massa, tutto Italiano (ASI), ne studiò composizione, etc. I componenti della megatempesta erano:

  • Ghiaccio d’acqua
  • Ghiaccio di Ammoniaca
  • Idrosolfuro d’ammonio

La macchia si estendeva per circa 300.000 Km (quasi la distanza Terra-Luna).

Grazie allo strumento VIMS, la Cassini, fece chiarezza sulla genesi della Tempesta. Grandi masse di ghiaccio erano sospinte dai più bassi strati del pianeta fino in alto verso gli strati più esterni e visibili dell’atmosfera.

Prime immagini della Nuova GWS

Il 09-08-2017, appena in ferie da poche ore, ho deciso di riprendere Saturno. Già durante la’cquisizione del canale Rosso si vedeva un alone nella zona equatoriale. Il seeing non eccellente ovviamente disturbava la scena. Ho ripreso fino a dove possibile. Ma dopo circa 30 minuti dall’inizio della sessione di imaging il seeing è peggiorato tanto.

Al solito, il setup per l’Hi-Res Planetario è C11 XLT con EFW2 e Barlow 2X con ZWO ASI 120 MM.

Saturno e la GWS
Animazione del movimento della GWS

 

Ovviamente nulla a che vedere con le immagini delle stazioni spaziai o dei grandi telescopi. Tuttavia di analoghe acquisizioni in rete ve ne sono veramente poche…quindi siamo tra i primi per questa volta nel 2017.

Solo per confronto, ecco una immagine di Hubble, il grande Telescopio Spaziale, del 1994:

 

Vi invito anche a guardare l’immagine al seguente link che indica altri tipi di evoluzioni:

https://www.nasa.gov/mission_pages/cassini/multimedia/pia12824.html

sperando che questa Tempesta su Saturno sia sempre più intensa consentendoci di riprendere delle buone immagini anche da parte di Noi astrofili (e che il seeing ci accompagni).

 

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