La catena di Markarian, viaggio nella Vergine

Nella costellazione della Vergine è presente una elevata quantità di galassie facilmente accessibili a tutti gli strumenti. Tale assembramento di galassie costituisce l’ammasso della Vergine, il più vicino sistema al nostro Gruppo Locale. Una parte di questo ammasso di galassie è la Catena di Markarian.

La catena di Markarian si definisce tale perché prospetticamente i suoi elementi costituiscono una linea incurvata.

Elementi costituenti la catena di Markarian

La catena di Markarian è composta da almeno 7 elementi galattici che si muovono coerentemente, mentre esistono molte altre galassie molto meno evidenti, comunque inserite nello stesso contesto. Il numero di elementi principali della catena è pari a 8.

Il movimento coerente di questo insieme di galassie fu scoperto nel 1960 dall’astronomo armeno Markarian.

I membri di questa catena sono: M84 (NGC 4374), M86 (NGC4406), NGC 4477, NGC4461, NGC4458, NGC4438, NGC4435. 

M84 e M86 sono due galassie enormi del catalogo Messier. La M84 è una galassia ellittica come M86. Tuttavia molti astronomi sono in dubbio sul fatto che M86 possa essere una galassia lenticolare piuttosto che una ellittica.

M86 si sposta verso la via Lattea a 240 km/sec (blu shift) e nel suo moto perde una grande scia di gas ed emette raggi X rilevati con il telescopio Chandra.

M84 è invece circondata da un grande alone di materia oscura.

Una peculiarità è da segnalare per NGC 4435-NGC 4438, anche noti come Arp 120 dette Occhi dell Vergine. Sono due galassie interagenti che con le loro lunghe code tidali si sfiorano.

Imaging della catena di Markarian

Questa è la prima immagine deep sky fatta da casa mia dopo un lungo periodo in Brianza. Sicuramente le immagini realizzate dal giardino di casa in Brianza, rendevano evidente un forte IL ma con lunghezze d’onda ben selezionate dall’Optlong L Pro. Ho verificato che qui a casa mia l’Optolong non lavora benissimo. Dovrò analizzare le sorgenti presenti nella zona e le loro emissioni per capire se la selezione di tale filtro è efficace.

Vedere la catena di Markarian sotto un cielo buio è relativamente facile, cosa più difficile e riprenderla dalla citta.

Con un SW ED80+EOS750D e Filtro Optolong L-Pro e circa 2 ore di integrazione con sub da 3 minuti+19 dark+19 flat+51 bias ho ottenuto la seguente immagine elaborata con Pixinsight.

Inseguimento con 70/500 e DMK21, software di guida PHD.

Come nota utile a chi dovesse riprendere: nell’area ci sono poche stelle da usare come guida con 1 sec di acquisizione; per questo consiglio di acquisire la stella di riferimento con almeno 3 sec di exp.

Come sempre le due ore di riprese seppure sufficienti a far riconoscere gli elementi principali, sono state deturpate dall’inquinamento luminoso del centro cittadino. La magnitudine massima raggiunta è di circa 13.

Immagine della catena di Markarian e annotazione della stessa. Si osservano tutti gli elementi della catena ed anche altri oggetti del catalogo IC e NGC.

Comunque, questo era un altro target che mancava alla mia collezione. Proverò a recuperare altro segnale nelle prossime sessioni.

NGC4435-NGC4438 – The Virgo’s Eyes

Ho provato a elaborare separatamente solo le galassie occhi della vergine:

The eyes, nel cuore dell’ammasso di galassie detto Catena di Markarian

Dato lo scarso livello di segnale accumulato è inutile procedere con tutte le altre molto meno luminose e diffuse.

Importante alla fine è aver passato un paio all’aperto e sotto il cielo.

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.

Ecco come Giuseppe Ungaretti, nel 1918 aveva vissuto interiormente il Suo periodo in Trincea.

In questi giorni, a cent’anni di distanza, viviamo, come soldati, seppure consapevoli di una possibilità di sopravvivenza, la paura di essere colpiti da un’arma invisibile, un Virus.

Creatura aliena, scherzo della natura, il Virus è un’arma silente.

Siamo in guerra; una guerra non dichiarata, non voluta, non annunciata.

Il paesaggio esterno, seppure primaverile, muta nei nostri animi in un profondo autunno, come quello che vive il poeta.

Non è detto che cadremo come le foglie d’autunno, ma il senso di irrequietudine e rassegnazione spesso ci sovrasta e non basta la migliore collezione di spiriti per risollevarsi con qualche pensiero positivo. Non siamo ancora arrivati alla fine; questo pensiero deve vincere le nostre emozioni negative, del resto siamo in primavera ed i peschi in fiore ci ricordano che a giorni mangeremo i frutti della rinascita della terra.

L’esperienza di questi giorni che ci serva da lezione…

Non abbiamo vissuto nulla rispetto alle brutture di una guerra mondiale e già siamo irrequieti, rassegnati, soli, trafitti. Ma chi siamo per essere quello che siamo; perché abbiamo perso le forze che i nostri avi hanno avuto per combattere i loro lunghi periodi di rassegnazione? perché siamo più deboli delle foglie d’autunno?perché ci sentiamo così distaccati dall’albero della vita?

Sicuramente non sarà questo soffio di vento a staccarci dal nostro ramo.

Crediamo di più nella vita e nelle sorprese (belle e brutte) che Lei ci presenta.

Il punto che segue le foglie è ancora lontano, la fluidità dei versi questo ci dice; la vita è fluida e la fine non è assolutamente vicina.

Preghiamo per i morti di questa guerra e che la linfa della nostra terra ci giunga forte al cuore spingendo via lo spettro della paura

Ritorno a casa pieno di colori

Dopo quasi due anni in Brianza per lavoro, torno a casa. Senza stereotipi, riscoprire i bei colori del cielo, del mare, dei paesaggi collinari, delle primavere anticipate, non ha prezzo. I giacinti sono i primi a dare colore alle giornate che si allungano. Il tratto di strada, che al mattino mi porta al lavoro, pieno di colori marroni, che poi diventano subito verdi dopo le prime piogge e quindi si puntellano di bianco delle margheritine. Chiazze isolate gialle indicano che Gennaio è finito e quindi, le mimose degli innamorati sbocciano rilasciando nell’aria un odore inconfondibile. Con i giorni il giallo lascia il posto al bianco dei mandorli e al rosa chiaro dei prugni e dei peschi precoci. Qualche timida visciola gioca anche essa con la primavera anticipata, ma è uno scherzo. Forti del loro rosa intenso, le magnolie obovate colorano i giardini. Tante macchie rosse nelle siepi ci indicano che le Camelie hanno fiorito. I più ordinati Narcisi strombazzano il loro assordante giallo scampanellando alla brezza mattutina. E le fresie e i tulipani riempiono tutti gli spazi nei cuori di chi crede che il mondo può essere un posto migliore. Tutto accade in 20 giorni circa, per poi ridiventare tutto verde. In questo momento si risveglia la natura, si risvegliano i sensi e il grigio torna in fondo, giù, e si è più felici.

I miei fiori

Giacinti
Crochi
Mimosa
Prugno selvatico
Magnolia obovata
Bellis
Le rose di Villa Rufolo a Ravello
Narcisi
Fresia Gialla

Immagini astronomiche dei primi giorni del 2020

Il ritorno a casa è anche voglia di riprovare gli strumenti ed il proprio amato cielo.

E la Luna è ancora più bella e alta nel cielo:

Ultima Luna del 2019. Mosaico di 15 pannelli ripreso con C11 a fuoco diretto e ASI 178MM
Luna del 06-01-2020 al fuoco diretto del ED 80Pro SW con ASI178 MM
Luna piena e il suo colore anbrato che sorge dietro ai Monti Tifatini. 11-01-2020. SW 70/500 e Canon Eos 750D

Galassia di Andromeda

La galassia a spirale di Andromeda è uno degli oggetti astronomici extrasolari più noto al mondo. Fin dai primi tempi di presenza dell’uomo sulla terra, durante le notti stellate, l’uomo primitivo poteva ammirare questo fantastico oggetto galattico alzando lo sguardo al cielo. Nelle notti senza Luna, il guardiano, il viaggiatore, il cacciatore notturno dell’emisfero Nord poteva ammirare le Pleiadi, le Iadi, La Nebulosa di Orione ed anche la Galassia di Andromeda che completava lo scenario di questa fascia luce notturna, una vera Luce nelle tenebre, che era ed è la Via Lattea. Date le enormi dimensioni e la relativamente breve distanza dal sistema solare, la Galassia di Andromeda risulta facilmente osservabile da un cielo suburbano ad occhio nudo, mentre è palesemente visibile, con una forma a fuso, nel cielo con poco IL.

Come osservare la Galassia di Andromeda

La Galassia di Andromeda, M31, è facilmente osservabile, in orari diversi, quasi tutto l’anno. Nei periodi estivi bisogna scorgere, verso le 2.00 – 3.00 di notte sull’orizzonte Nord-est, il sorgere della costellazione di Andromeda, immediatamente seguente la costellazione di Pegaso. Rintracciata la costellazione di Pegaso e il triangolo costituente le zampe posteriori del cavallo alato va solo applicata tanta costanza e seguire nel tempo l’anticipare della levata della Galassia. A pochi passi a Nord Ovest di beta Andromeda si trova il nostro target. Infatti, nel periodo autunnale, la Galassia di Andromeda anticipa la levata di molte ore diventano facilmente osservabile su tutta la durata della notte astronomica. Andromeda è infatti un target fotografico tipicamente autunnale.

La Galassia di Andromeda è l’oggetto più lontano visibile ad occhio nudo.

Per l’osservazione è sufficiente avere a disposizione un cielo terso se c’è la volontà di vederla a occhio nudo, mentre già con un buon binocolo o un piccolo rifrattore sarà possibile scorgere la forma affusolata. Usando strumenti da 200-250 mm si possono scorgere le distribuzioni di stelle a spirale costituenti le braccia della spirale e addensamenti di polveri interstellare. Con un 250-300 mm si possono vedere nettamente anche alcuni ammassi come NGC 206. NGC 206 è uno dei pochi ammassi extra Via Lattea facilmente osservabili con strumenti amatoriali di piccole dimensioni.

Meraviglia nella meraviglia, sono facilmente visibili nel campo di un oculare su un piccolo rifrattore anche altri due batuffoli galattici. Sono M32 immediatamente vicina ed interagente con M31 (la Galassia di Andromeda) ed M110 anche essa vicina ed interagente con M31.

Anche la nostra Via Lattea è in interazione con la Galassia di Andromeda.

Caratteristiche principali di M31

M31 ha una magnitudine apparente di 3.4 unità. Dista circa 2.5 milioni di anni luce. Ha una massa di 1,2 milioni di milioni di masse solari. Da ultime analisi si stima la presenza di mille miliardi di stelle. L’altra peculiarità di tale galassia è l’avvicinamento verso la via Lattea. Infatti per tale galassia si osserva un blu shift. Le due galassie si avvicinano alla velocità di 100-140 km/sec. Mentre per il diametro si stimano 220.000 anni luce.

Imaging della Galassia di Andromeda

Anche se sono 23 anni che coltivo l’hobby dell’astronomia, ho avuto sempre poche occasioni di vedere con un telescopio o fotografare la Galassia di Andromeda. Nel 2019 sono riuscito anche a scattare qualche foto riprendendo frames buoni per ottenere un’immagine presentabile.

La Canon 750 D aiutata con un filtro L-Pro Optolong lavora bene ma non avendo fatto drifting e buoni flat il difetto di banding e rumore a pioggia risulta parzialmente visibile sull’immagine elaborata finale.

Di seguito la somma di 45 frames di 3 minuti cadauno con calibrazione attraverso 21 dark, 21 flat e 31 bias. Canon 750 D con SW ED80 Pro su EQ6Pro. Montato filtro L-Pro Optolong per abbattere il notevole IL dell’area suburbana della Brianza.

Immagine della Galassia di Andromeda. Sono presenti nel campo anche altre due galassie, M32 e M110
M31, Galassia di Andromeda, M32 e M110 al 2 ottobre 2019

Ecco invece l’immagine annotata con Pixinsight 1.8 e che mostra le principali stelle come da catalogo Tycho, ammasso NGC 206, M32, M110 e quasi su tutto il frames M31, la Galassia di Andromeda.

Immagine con annotazione per identificazione degli oggetti presenti nel campo

Altri sistemi interagenti interessanti sono riportati nel seguente articolo:

Questa è l’ultima immagine che ho realizzato dal giardino di casa in Brianza. Ed anche questa esperienza è fatta.

Le Galassie satelliti M32 ed M110

M31, M32, M110, costituiscono un sottogruppo del gruppo locale (di cui M31, la Via Lattea e M33 ne costituiscono i componenti principali) detto sottogruppo di M31.

M31 è il sottogruppo di Andromeda ed è costituito da circa 20 galassie.

M32 dista 2,9 milioni di anni luce ed ha una magnitudine apparente di 8,1 unità. La distanza di M32 dal centro della Galassia di Andromeda è di 22′ in direzione Sud. All’interno di M32 risiede un buco nero supermassiccio. M32 si estende per circa 8′

Ritaglio su M32. Non ci sono dettagli. Si  osserva solo il bulge luminoso della galassia
Ritaglio su M32. Non ci sono dettagli. Si osserva solo il bulge luminoso della galassia

M110 è collocata a Nord-Ovest rispetto al nucleo centrale della Galassia di Andromeda. Ha una magnitudine apparente pari a 9. Al suo interno sono stati rilevati 8 ammassi ed una zona di formazione stellare. M110 si estende per circa 20′.

Ritaglio su M110. Si osserva il bulge centrale e poche aree con addensamenti di polvere.
Ritaglio su M110. Si osserva il bulge centrale e poche aree con addensamenti di polvere.

Star trail – riprese dall’Elba

Durante il periodo estivo mi sono divertito ad eseguire tentativi di ripresa della volta celeste immortalando il movimento della terra per generare degli star trail. Rimane di tali riprese un evidente rotazione del campo inquadrato. Elaborando con opportuni software si ottiene il cosiddetto “effetto star trail”.

Conoscendo la lunghezza focale dell’obiettivo di ripresa, che nei casi della star trail è normalmente inferiore a 50 mm ed usando la famosa regola del 500 si scopre che in una manciata di secondi la terra ruota e genera la scia impressa dalla stella sul sensore della fotocamera.

Come fotografare e cosa fotografare

E’ sempre utile cercare uno scenario suggestivo da abbinare allo star trail. Nel caso specifico, avendo effettuato sessioni durante il break estivo le riprese sono fatte dall’Isola d’Elba. Ho fotografato dal balcone della camera dell’Hotel con vista mozzafiato su Spiaggia Le Ghiaie e lo Scoglio con annesso Faro. Nelle immagine finale si avrà quindi un insieme di tutti i soggetti e in sovrapposizione, al posto di stelle puntiformi, una scia di stelle.

Considerazioni tecniche: Se si fotografa la zona circumpolare si avrà uno star trail caratterizzato da cerchi concentrici, mentre approssimandosi all’equatore celeste si osserveranno archi di circonferenza sempre più larghi, fino ad arrivare all’equatore che costituirà un punto di inversione di concavità.

Ritornando alla regola del 500, usando l’obiettivo a me disponibile impostato a 18 mm, praticamente è stato sufficiente eseguire foto con tempi di posa superiori a 16-17″ per ottenere rotazione. Infatti, già a 30 sec si osservava una notevole scia delle stelle. Il formato di acquisizione è raw.

Accessori per effettuare uno star trail

E’ necessario dotarsi di un cavalletto dovendo scattare un qualche centinaio di immagini. Sarà anche utile per evitare mossi, vibrazioni o spostamenti del campo inquadrato dotarsi di scatto remoto (tramite telecomando o PC).

Personalmente, ho montato la EOS 750 D Canon su Manfrotto e con l’obiettivo in dotazione 18-55 mm mi sono divertito in posa Bulb a 30 ” di esposizione a scattare fino a batteria esaurita.

Il software che ho usato per effettuare l’elaborazione post ripresa è : Starstax, prodotto free reperibile all’indirizzo: https://www.markus-enzweiler.de/software/software.html

Trovo molto bello che questi sviluppatori mettano a disposizione tool così user-friendly per la community.

I miei Star trail

Tutte le immagini seguenti sono il frutto di circa 1,5 ore di riprese con singoli frame da 30 secondi cadauno. Canon EOS 750D – Obiettivo in dotazione impostato a 18 mm, messa a fuoco manuale, Manfrotto.

Le immagini acquisite sono caricate sul software suddetto e si ottiene l’effetto desiderato.

Scie di stelle della zona circumpolare.
Migliaia di cerchi concentrici
Star trail della regione polare. Si osservano bellissime scie di aerei. i colori sul blu dipendono da fastidiosi neon presenti sulla strada
Visione suggestiva della spiaggia Le ghiaie. Sono presenti il faro dello Scoglio, l'Italia, aerei in decollo da Pisa, una meteora, scie varie di aerei e satelliti.
Star trail. E’ visibile il faro dello Scoglio, l’Italia, aerei in decollo da Pisa, una meteora, scie varie di aerei e satelliti.
Sera di San Lorenzo. Elicottero che fa una curva stupenda...passaggio impazzito di natanti sullo specchio d'acqua antistante la Spiaggia Le Ghiaie
Sera di San Lorenzo. Elicottero che fa una curva stupenda…passaggio impazzito di natanti sullo specchio d’acqua antistante la Spiaggia Le Ghiaie. Star trail molto suggestivo.

Seeing, effetti sull’imaging di Giove

Il seeing

Come siamo felici vedere le stelle sfavillare…ma non è cosi per tutti. Cosa definisce la qualità del cielo e quanto sia adatto questo all’osservazione di oggetti del cielo è proprio il seeing.

Il seeing è una scala quindi di valori stanti ad indicare appunto come “sfavilla” una stella o un oggetto vista con una attrezzatura astronomica (dall’occhio nudo in poi).

La qualità del cielo, in questi termini, può rendere fruttuosa o vana qualunque sessione di imaging di pianeti, nebulose e galassie.

Scale di seeing

Di scale di seeing essenzialmente ne esistono due, la Antoniadi e la Pickering. In entrambe i casi si fa riferimento a condizioni di sorgenti puntiformi e quindi le stelle.

La scala di Antoniadi si suddivide in 5 sezioni: seeing I fino a seeing V. Il seeing I è una condizione eccezionalmente buona. le immagini sono perfette ed è possibile scorgere all’oculare anche dettagli finissimi di qualunque oggetto. La posizione V corrisponde ad un seeing disturbato ed è solo possibile effettuare una bozza mentale o fisica di quelli che possano essere i dettagli rilevati.

La scala di Pickering è invece più oggettiva. Si prende infatti in considerazione una stella, non doppia, vista ad alti ingrandimenti. Il numero di ingrandimenti deve essere almeno pari al diametro del telescopio, ma si può anche andare oltre. Cosa accade nel momento in cui c’è una situazione di seeing eccezionale: ebbene, osserviamo un punto luminoso, che è la nostra stella ed associato, un disco di diffrazione detto di Airy molto netto e continuo.

Via via che peggiorano le condizioni, l’immagine puntiforme della stella va a svanire e la consistenza della continuità del disco di Airy si frange dando vita ad una forma di sistema codato che sfarfalla in maniera incoerente.

La scala di Pickering ha dieci valori; il pessimo vale 1/10, l’eccezionale è 10/10.

Fattori determinanti il seeing

  1. condizioni atmosferiche,
  2. condizioni strumentali,
  3. fattori antropici.

Nelle condizioni atmosferiche rientrano, stabilità atmosferica come alta pressione o bassa pressione, avvicinamento di fronti perturbati, e strati di aria quindi in continuo rimescolamento o viceversa in scorrimento lamellare. Tali condizioni sono create da masse d’aria in movimento generalmente legate a un potenziale generato da un gradiente termico. Strati di aria sovrapposti possono quindi più o meno rimescolarsi dando vita a fenomeni di jet stream. Normalmente questo parametro si misura in m/s. Valori di jet stream maggiori di 20 m/sec sono indicatori di seeing pessimo. La presenza di nubi di qualunque forma è ovviamente anche essa foriera di osservazioni non facili o impossibili. Anche in tal caso possiamo dividere le nubi in basse, medie e alte. Spesso sono dei semplici strati, altre volte sono delle torri di qualche km che impediscono il passaggio della radiazione visibile. Altro ingrediente magico è il DeltaT dei layer costituenti questo modello ideale di atmosfera. Gradienti di temperatura superiori a 0.5 K ogni 100 m sono indicatori di condizioni di seeing peggiori. Previsioni meteo e previsioni seeing consentono di avere indicazioni di massima della qualità della nottata, ma l’unica cosa che conta è la possibilità di avere strumento on-site e verificare di proprio occhio. Esistono migliaia di ragioni per cui “localmente” condizioni di seeing particolarmente favorevoli si possano presentare all’improvviso.

Personalmente uso: https://www.meteoblue.com/

Non va trascurata l’altezza degli oggetti celesti e quindi gli effetti di rifrazione atmosferica. Mano a mano che ci avviciniamo all’orizzonte aumenta la rifrazione e quindi peggiorano le condizioni di ripresa.

Per quanto concerne i fattori strumentali va sicuramente detto che per avete dischi di diffrazione perfetti c’è bisogno di strumenti acclimatati e collimati. Quindi prima di iniziare qualunque sessione di osservazione o fotografia vanno operate le due cose suddette.

I fattori antropici sono invece installazioni di tetti, palazzi, sbuffi di sistemi di riscaldamento, condizionatori ed in generale tutto ciò che frange la continuità atmosferica. Un tetto che irraggia calore, ad esempio genera, un notevole jet stream. Quindi seeing pessimo.

Riprese di Giove in Hi-Res ed Seeing

Seppure un gigante e quindi alla portata di tutti gli strumenti anche come dettagli atmosferici, Giove è uno dei peggiori nemici per quanto riguarda la scelta del momento giusto per la ripresa. Condizioni di seeing superiori a 6/10 sono la conditio sine qua non per avere immagini sfruttabili dal punto di vista scientifico. Nella mia esperienza posso dire che al tramonto o i momenti che precedono l’alba possono nascondere condizioni atmosferiche eccezionalmente stabili. Condizioni metereologiche di stabilità prolungata e di alta pressione possono aiutare nell’imaging del gigante. Ma come valuto il seeing di una sessione. Sicuramente il seeing su di un video acquisito in secondi o minuti avrà una composizione in frames molto variabile in funzione appunto della qualità del cielo. Potranno infatti essere presenti:

  1. una percentuale di frames con seeing 10/10
  2. una percentuale di frames con seeing 9/10
  3. una percentuale a 8/10
  4. cosi via fino a 1/10.

Nessuno esclude che i frames a 10/10 e via sotto fino a 5/10 ad esempio siano pari a zero in numero ed abbiamo solo una distribuzione di frames a 4, 3, 2, 1/10…

Ciò ci indica che nella massa di frames acquisiti dovranno essere presi i migliori rappresentativi della situazione migliore della serata.

Ovviamente con i SW Registax, AS3!, etc è possibile automatizzare queste operazioni, ma è bene tenere presente che in una sessione di un video acquisito non esiste solo una sola gamma di condizione di seeing associata.

Quindi è come se dovessimo parlare di seeing pesato sul periodo di osservazione per il numero di singoli percentili di frames ad un determinato seeing.

Personalmente, ho ripreso Giove in tutte le condizioni di seeing…ma ovviamente l’emozione di poter giocare estraendo i best frames c’è sempre. In generale dalle mie postazioni ho sempre estratto un 5-10% di frames del totale e poi sommati. Ciò significa che la condizione di seeing era si ottima ma per un selezionato numero di frames.

Ecco un esempio di 5 anni di riprese su Giove.

Esempio su 5 anni di riprese delle condizioni atmosferiche-strumentali e antropiche
Esempio su 5 anni di riprese delle condizioni atmosferiche-strumentali e antropiche

Negli anni, sono drammaticamente cambiate le altezze del soggetto e questo ha peggiorato la situazione. In generale sotto i 30° è praticamente raro avere condizioni utili, sopra i 30 ° possiamo agevolmente riprende in seeing buono.

Seeing 10/10 è come si può osservare porta a immagini scolpite, mentre seeing 2/10 immagini slavate e con poco dettaglio.

Si vedano i seguenti link di anni precedenti per vedere gli effetti locali ed a colori:

2019: https://www.scienzechepassione.com/opposizione-di-giove-2019/

2017: https://www.scienzechepassione.com/giove-e-ganimede/

pre 2015: https://www.scienzechepassione.com/giove-risultato-di-una-vecchia-opposizione/

grazie e alla prossima

Opposizione di Saturno 2019

Situazione

Come per Giove, quest’anno il Re degli Anelli si è disposto molto basso sull’orizzonte meridionale. Dalle latitudini del Nord Italia, Saturno ha sfiorato i 22° di altitudine. La condizione che si prolungherà ancora per alcuni anni, si è mostrata estremamente sfidante. L’opposizione avvenuta nel mezzo del periodo estivo ha solo ipoteticamente facilitato la situazione di ripresa, che invece ha nascosto notevoli insidie legate al seeing non stabile, alla presenza di jet stream e al susseguirsi di eventi climatici poco utili all’osservazione e ripresa in alta risoluzione. L’opposizione di saturno del 2019, ancor peggio del 2018, verrà ricordata per la difficoltà intrinseca della ricerca del miglior momento di ripresa.

Atmosfera del pianeta

A differenza degli anni scorsi, dove era facile incappare in spot e piccoli cicloni visibili anche con strumenti di 8–10″, quest’anno, nell’opposizione del 2019, non sono state osservate formazioni massive importanti. Come esempio si ricordi quanto osservato e presente nel seguente articolo: https://www.scienzechepassione.com/nuova-tempesta-saturno/

Tentativi di ripresa

Durante l’opposizione di Saturno non mi è stato possibile effettuare riprese. Quest’anno ho ripreso il gigante gassoso il 24-08-2019. Una seconda volta, con meno successo, il 04-09-2019.

I video del 24 agosto, poi usati per ottenere l’immagine di seguito riportata danno evidenza di un seeing medio, non superiore a 6/10 per un gruppo di frames molto ristretto. In aggiunta, non avendo a disposizione un ADC, non ho potuto avere una buona selezione del canale Blu. Pertanto, l’immagine è composta da un R buono un G mediocre e un B scarsissimo.

Per ottenere questo risultato ho utilizzato AS3! per lo stacking, PS per l’applicazione di maschere di contrasto e sfocature gaussiane ed infine ancora PS per compositazione RGB. L’immagine è il frutto di un solo set RGB.

Opposizione di Saturno 2019. E' osservabile il pianeta che proietta l'ombra del suo disco sugli anelli. E' appena osservabile l'esagono polare.
Opposizione di Saturno 2019. E’ osservabile il pianeta che proietta l’ombra del suo disco sugli anelli. E’ appena osservabile l’esagono polare.
Saturno del 04-09-2019 in condizioni di seeing pessime. Pianeta a 21° sull’orizzonte sud. Nessun dettaglio atmosferico

A presto con nuove immagini. Buon cielo a tutti

Opposizione di Giove 2019

Situazione

Il pianeta Giove negli ultimi anni ha ritardato sempre più la sua Opposizone verso i mesi estivi. Quest’anno abbiamo avuto l’opposizione di Giove il 10 Giugno. L’opposizione di quest’anno, come quella dello scorso e del prossimo venturo, non ha destato grandi interessi, ma piuttosto ha generato molta frustrazione da parte di noi astroimager.

Il pianeta, in Italia, si è portato ad una altitudine massima al meridiano di circa 30 gradi per le latitudini estreme del Sud e circa 20 gradi per le latitudini del Nord. Alle latitudini negative, quindi emisfero Sud, hanno tutti assistito ad una bellissima opposizione. Il pianeta era altissimo sull’orizzonte.

Ha dato comunque spettacolo per la Sua Macchia Rossa, GRS, e per le solite circumvoluzioni atmosferiche. Quest’annno si è confermato lo shrinkage, la retrazione, della Macchia Rossa, che comunque rimane uno dei cicloni più grandi del sistema solare.

In Italia, abbiamo avuto invece, condizioni di variabilità estreme e intervalli di alta pressione e bassa pression velocissimi nella transizione. L’atmosfera estremamente instabile, ha generato condizioni di seeing medio basso. In generale sono stati pochi casi in Italia numerabili con condizioni di seeing prossime a 7-8/10 e concomitanti trasparenze eccellenti.

Questa condizione, poco consona al planetary imaging ad alta risoluzione, unita all’elevata rifrazione atmosfera dovuta al passaggio molto basso in altitudine del pianeta, ha generato condizioni di ripresa mostruosamente sfidanti.

Lucky imaging

Quest’anno ho ripreso Giove 5 volte, il 24 giugno, il 16 luglio e il 21 luglio, il 29 Luglio e il 30 Agosto. Dopo queste sessioni, ho deciso di non continuare. Il motivo è legato a tutte le difficoltà suddette che rendono vano il tentativo di ottenere immagini usabili per scopi scientifici.

Le seguenti immagini sono ottenute nel modo seguente:

Usato un SCT 11 XLT con Barlow 2X Xcel e set filtri RGB + IR a 685 nm. Camera ASI 120 MM e filtri montati su EFW2 ATIK.Focale equivalente 7300 mm.

Acquisizione con Firecapture di viedo in R-G-B e IR di 30 sec cadauno. I video sono in formato AVI. I video sono poi elaborati con AS3!. Per i punti di allineamento ho usato dimensione da 56 px. Su una immagine 640*560 si hanno circa 170 punti di allineamento essendo il pianeta circa 400 pixel di diametro. Ho elaborato circa 50 giga di video per ogni sessione.

I best raw ottenuti sono stati passati in Registax 6 per il processing con wavelet di primo e secondo livello. uccessivamente in Winjupo sono stati registrati i singoli frames e derotati. Tre set di derotazione sono stati sommati e quindi poi derotati di nuovo per ottenere l’immagine finale a colori. Infine in PS6 ho alzato i livelli e applicato un leggero denoise con Topaz.

Immagini Opposizione di Giove 2019

Giove il 24 Giugno. Condizioni di seeing non sufficienti per imaging ad alta risoluzione. Le imagini ritraggono il pianeta alle 00.35 in ora locale.
Giove il 16 Luglio alle 22.06 circa con un seeing di circa 5-6/10 e una trasparenza di 3/5. Jet stream molto forte e turbolenza intensa legata alla calura estiva
Dettaglio RGB di Giove del 16 Luglio. Si osservano le bande SEB e NEB con intensa attività atmosferica
Giove del 21 Luglio. Anche in tal caso seeing non superiore a 5-6/10 e trasparenza mediocre.

qui di seguito invece delle gif animate che ritraggono il pianeta il 29 07 2019 con il transito della GRS e del satellite IO. Click sul link per il download.

e qui invece di seguito un’immagine della sequenza usata per le gif animate di cui sopra:

Giove con Transito del satellite Io e veduta sulla GRS quasi al Meridiano centrale. 29-07-2019 ore 20.49_9 TU. Non è stato usato un ADC e il seeing non era utile ad ottenere risoluzioni migliori
Giove con Transito del satellite Io e veduta sulla GRS quasi al Meridiano centrale. 29-07-2019 ore 20.49_9 TU. Non è stato usato un ADC e il seeing non era utile ad ottenere risoluzioni migliori.
Giove la sera del 30 Agosto. Si osserva la GRS che tramonta e il transito di Io e della sua ombra. Il transito di Io ripreso solo nell'IR per risentire di meno degli effetti del seeing e dell'altezza del pianeta (circa 22.5°)
Giove la sera del 30 Agosto. Si osserva la GRS che tramonta e il transito di Io e della sua ombra. Il transito di Io ripreso solo nell’IR per risentire di meno degli effetti del seeing e dell’altezza del pianeta (circa 22.5°)

A presto con nuove immagini….di Saturno.

Whirlpool Galaxy, sistema interagente

Tra gli oggetti circumpolari/zenitali che prediligo osservare nei primi giorni di primavera c’è la Galassia a spirale, Messier 51, meglio nota come Whirlpool Galaxy o Galassia Vortice.

E’ un sistema di galassie interagenti, NGC 5194 + NGC 5195, dove la galassia più grande (NGC 5194 o M51A) fagocita la più piccola (NGC 5195). Le enormi forze gravitazionali deformano la galassia minore richiamando materia verso la galassia più grande. Di sistemi interagenti ne esistono migliaia di facile osservazione. Anche la nostra Via Lattea è in interazione con la Galassia di Andromeda.

Caratteristiche della Whirlpool Galaxy

La Whirlpool Galaxy è nella Costellazione dei Cani da Caccia, Canes Venatici. E’ facile rintracciarla percorrendo una linea immaginaria tra Alkaid (Orsa Maggiore) e Cor Caroli (Cani da Caccia). La Galassia Whirlpool, nella parte relativa a Messier 51A o NGC 5194, è una spirale logaritmica. Si ipotizza che la forma a spirale logaritmica, quasi perfetta, sia dovuta all’interazione con NGC 5194. La presenza di una grande quantità di polveri e gas interstellari fa si che M51 sia molto attiva dal punto di vista della formazione stellare.

La galassia dista appena 31 Milioni di anni luce ed è visibile dalla Terra con una magnitudine pari a 9. Il soggetto è osservabile come un ovale sfocato con piccole ottiche mentre già usando telescopi da 200 mm è facilmente catalogabile con presenza di bracci a spirale.

Imaging Deep sky della Whirlpool Galaxy

Ecco di seguito il frutto della somma di 18 immagini da 5 minuti cadauna ottenuta con SW ED 80Pro e Canon EOS 750 D. Guida realizzata con PHD e rifrattore 70/500 SW con DMK21AU 04.AS. Come sempre ho usato filtro Optolong L-Pro. Per un totale di 90 minuti di segnale calibrato con 31 dark, 27 flat e 57 bias.

L’immagine finale è ottenuta mediante elaborazione con Deep Sky stacker. I passaggi successivi sono realizzati in Photoshop

Immagine a largo campo di M51, si osservano due galassie che interagiscono.
Crop su area Whirlpool Galaxy M51, esempio di sistema interagente

Nel campo si osservano altre piccole galassiette

localizzazione mediante tool annotate delle galassie e oggetti non stellari presenti nel campo
Annotazione con Pixinsight degli oggetti non stellari presenti nel campo

A proposito di spirale, vi ricordo di leggere il mio articolo sulle spirali https://www.scienzechepassione.com/eadem-numero-mutata-resurgo-la-spirale/

A presto con altre galassie (e speriamo, quanto prima, con Pianeti).

La Nebulosa di Orione

Ormai l’inverno è finito e le costellazioni invernali sono al tramonto. La nebulosa di Orione, benché sia uno dei soggetti più osservati e fotografati dai neofiti, risulta essere anche uno dei più complessi. L’elevata luminosa dell’ammasso centrale, noto come Ammasso del trapezio, fa si che senza appropriate tecniche di elaborazione post-acquisizione dia uno aspetto all’immagine molto satura, quasi bruciata al centro.

Imaging Deep Sky del Complesso Nebulosa di Orione

Vi riporto di seguito il bottino di alcune serate di imaging Deep sky con Canon EOS 750 D e con Atik 314L+ EFW2 in LRGB su SW ED 80 Pro.

Wide Field

Le immagini a largo campo della Nebulosa di Orione sono state realizzate in Marzo 2019 usando ED 80 su EQ6 e Canon EOS 750D. Per abbattere IL della zona in cui soggiorno ho usato un Filtro Optolong L-Pro. Il risultato è il frutto della somma di 60 subframes da 90 secondi cadauno, 11 dark, 11 flat e 21 bias. La calibrazione e la somma sono state realizzate con DSS mentre l’elaborazione con Pixinsight.

Il complesso nebulosa a sinistra della Nebulosa di Orione è la Nebulosa Running Man. Potete trovare dettagli nel seguente articolo:https://www.scienzechepassione.com/nebulosa-running-man/ .

Nel contesto si osservano, tra gli oggetti più rilevanti: la Nebulosa di Orione o M42, la testa della Nebulosa di Orione o M43, in seno alla Nebulosa di Orione troviamo invece l’ammasso del trapezio, la nebulosa Running Man. Insomma, un vero e proprio concentrato di oggetti Deep Sky con una manciata di minuti di acquisizione.

Immagine a largo campo. Si osservano la nebulosa Running man, la M43 e infine M42
A partire da dx, Nebulosa Running Man, il piccolo fiocchetto a centro immagine è M43, mentre tutta l’area verso sinistra è M42.

Zoom su Nebulosa di Orione

Le’immagine di M42+M43 seguente è invece il risultato della somma di 15′ R+ 15′ G+ 15′ B con subframes da 60″ a canale con ED 80 Pro su EQ 6 e Atik 314 L+ Mono con filtri RGB della Primalucelab. I singoli canali sono stati sommati e calibrati con dark, bias e flat in DSS, l’elaborazione finale è invece fatta con Pixinsight.

Area ripresa con altra strumentazione. Si osservano la nebulosa M43 ed M42 molto ingrandite. il drappeggio in M42 è molto evidente.
Zoom su M43 e M42.

Salutiamo questo spettacolo del cielo invernale programmando al meglio sessioni più proficue per il prossimo inverno 2019-2020. A presto con un nuovo viaggio nel cosmo.