In questo articolo vi mostrerò un software free che ho scoperto nel web per l’elaborazione delle immagini raw dei pianeti. Il software, prodotto da un ingegnere informatico olandese Wilco Kasteleijn, noto come LuckyStackWorker è veramente eccezionale. Ha tanti punti di forza semplificando e migliorando i soliti workflow che si basano su Software di stacking, software con routine di image recovery e processing ed infine suite grafiche per “ultimi ritocchi”.
Ecco il link:
https://www.wilcokas.com/luckystackworker
Punti di forza che ritengo utile segnalare
Il software ha svariate combinazioni di utilizzo rendendolo veramente intuitivo e di immediato utilizzo.
• Trovo utile la possibilità che offre LuckyStackWorker partendo da file con nomenclatura tipo Winjupos di selezionare direttamente il profilo del pianeta. Riconoscendo il pianeta dal nome file il software consente di applicare gli ultimi setting come profilo di elaborazione. Consente di estendere i setting ad un intera cartella di file raw.
• La preview è molto utile alla definizione immediata del risultato dei setting.
• Tool di deconvoluzione e sharpening o sharpening quadratico
• Possibilità di gestione della Point Spread Function sia sintetica e sia generata da stella ed applicazione della PSF ad una deconvoluzione di Wiener.
• I tool di sharpening e deconvoluzione si basano su algoritmi che impediscono rumore sui colori, vari artefatti come onion ring, saturazione dei bianchi (possibilità di clipping modficabile con uno slider).
Punto di forza assoluto
Rispetto ad altri software trovo eccezionale il modo in cui si sia costruita l’app di gestione della PSF.
Praticamente, la PSF viene costruita conoscendo e presumendo di sapere effetti atmosferici e della ottica adotatta su una sorgente luminosa.
Usando questa PSF e un algoritmo di deconvoluzione Wiener si ricostruisce l’immagine ed i dettagli mascherati dal piattume generato dallo stacking, dal seeing, dalla scollimazione, dalla scarsa ottimizzazione del fuoco.
Ovviamente inutile dire che non si conoscono i dettagli della serata osservativa e delle condizioni suddette la PSF dovrà essere cercata nel nulla.
I parametri su cui intervenire sono
• Diametro del disco di Airy
• Intensità della diffrazione
• Scala di seeing.
Il diametro del disco di Airy fa riferimento alla dimensione in pixel della sorgente stella sul sensore usato.
La diffrazione viene governata o simulata anche essa con uno slider. Si ipotizza che ID per uno strumento come un SC HD Edge, come il mio C14, sia migliorativa rispetto a quella di un rifrattore o newton di pari diametro. Non va mai dimenticato che il pattern di diffrazione visibile è anche funzione della eventuale ostruzione del sistema ottico.
Conclusioni
Il software è utilissimo e semplice. In pochi passaggi e memorizzando i settaggi si ottengono buone immagini. Personalmente ritengo che lo affiancherò ad altri software perché da ogni tool si può trarre beneficio specifico.